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Avere l’Home Theater in casa

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L’Home Theater sta conquistando le preferenze di un pubblico crescente di appassionati che decidono di regalarsi la possibilità di godere di momenti di relax con una qualità sonora simile a quella di un cinema ma direttamente fruibili a casa propria.

E’ questo un mercato in costante crescita, nonostante il periodo di crisi. Infatti Home Theater non significa solamente godersi un buon film solo ogni tanto, ma é un impianto versatile che possiamo sfruttare quotidianamente; anche guardare semplici programmi TV risulterà un esperienza audio-visiva unica e più coinvolgente.

Attraverso un buon impianto, inoltre, è possibile diffondere piacevole musica in tutta la casa, creando in questo modo la colonna sonora della nostra quotidianità .

Avere in impianto Home theater, al contrario di quanto si possa pensare, non si tratta neanche di sistemi ingombranti con cavi elettrici sparsi in ogni dove per la casa. Infatti anche i dispositivi home theater si evolvono costantemente ed ormai quelli di ultima generazione possono essere di piccole dimensioni, racchiudendo più funzioni al proprio interno, senza tralasciare le prestazioni che restano accurate.

I diffusori e gli altri apparecchi, non devono essere necessariamente connessi tramite cavi: esistono sistemi wireless, ovvero senza fili, che consentono ai vari apparati che compongono l’impianto Home Theater di comunicare fra loro.

Il futuro dell’Home Theater cammina dunque nell’ottica dell’integrazione tra le differenti attrezzature elettroniche che possediamo in casa: router internet e home theater dialogheranno fra loro in modo che qualsiasi dispositivo, dal tablet al pc desktop, diventeranno parte di un tutt’uno che è il nostro sistema integrato nel quale vivremo.

L’arredamento stesso partecipa a questo sistema integrato. I mobilifici infatti ormai producono mobili che già considerano vani appositamente realizzati per l’installazione dei sistemi home theater. Speciali alloggiamenti, a volte visibili e che danno un aspetto molto high tech all’arredamento, altre completamente nascosti ma che consentono una qualità del suono pari a quelli in vista.
Troviamo anche mobili che permettono di integrare più parti offrendo anche lo spazio per le tv di ultima generazione.

Dunque audio e video non vanno affatto viste come due cose separate tra loro, l’audio costituisce la terza dimensione del video. Se infatti l’immagine che un dispositivo video é bidimensionale, sarà l’audio dell’Home Theater a creare la terza dimensione che ci consente di sentirci al centro dell’azione, protagonisti e spettatori nel medesimo tempo.
E questo probabilmente é il segreto del successo dell’Home Theater: rendere straordinaria la quotidianità.

Articolo scritto da http://www.hifiprestige.it/it/

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IRobot, pulire la vostra casa senza fatica

Cattura

 

Immagine tratta da http://www.irobot.it

“Mentre lui pulisce i pavimenti io mi rilasso. Che cosa si può volere di più?”.

A primo impatto può sembrare una frase detta dalla più che inviata moglie a suo marito ma vi state sbagliando!
Ebbene si non è un marito, tanto meno un amante, ma iRobot, un’azienda americana fondata nel 1990, conosciuta ed apprezzata nel mondo della robotica per la qualità, l’affidabilità e l’originalità dei suoi prodotti.

IRobot offre la possibilità di fare qualsiasi pulizia della vostra casa dalla mettendo a disposizione ben quattro tipi di robot:

  • Roomba l’aspirapolvere che con un sistema avanzato di spazzole permette di aspirare qualsiasi tipo di sporco in qualsiasi tipo di superficie
  • Scooba il robot lavapavimenti il cui sistema di pulizia è sviluppato in tre fasi ovvero lava, strofina e aspira il liquido garantendo una pulizia anti batterica anche con pavimenti delicati come il parquet
  • Braava che utilizzano panni usa e getta o riutilizzabili si occupa invece di rimuovere rapidamente sporco, polvere e capelli dal pavimento attraverso due modalità di pulizia ovvero a secco o in umido
  • Looj che si prenderà cura persino delle vostre grondaie viaggiando all’interno da solo rimuovendone i detriti.

IRobot non è però un “semplice” sistema di pulizia automatizzato, infatti dietro quell’aspetto simile ad un piccolo R2-D2 (Star Wars) si cela una grande tecnologia, vediamo gli aspetti più importanti.

IRobot è in grado di riconoscere le concentrazioni di sporco con la tecnologia Dirt Detect® ed quindi passa più volte sul punto da pulire fin quando non raggiungerà la sua missione, inoltre grazie all’esclusivo  sistema avanzato di software e sensori iAdapt™ è in grado di riconoscere e superare svariati ostacoli come scale, dislivelli, frange lunghe dei tappeti e adattarsi al tipo di superficie pulendo lungo i muri negli angoli ed attorno agli spigoli.

Che dire? Il marito ideale di ogni donna!

In questo video Roomba 700.

Giuseppe Giacalone

 

Smart Home, energia automatizzata.

Le fonti rinnovabili apriranno le porte per il futuro, ma purtroppo non sappiamo ancora quando troveremo le “chiavi” per aprirle.

Fortunatamente c’è chi va alla ricerca di soluzioni sempre più semplici, ma innovative, come la SMA Solar Technology AG la quale si occupa costantemente di sviluppare impianti fotovoltaici che ottimizzano il consumo di energia per aiutare ad essere più indipendenti dai fornitori di energia e di limitare, inoltre, gli sprechi e i costi.

Smart Home sarà una casa innovativa che, tramite pannelli fotovoltaici, dispositivi elettrici e grazie al suo motore centrale “Sunny Home Manager” permetterà di avere un’ottimizzazione della gestione dell’energia domestica e di automatizzare alcuni elettrodomestici calcolando quale sia il momento migliore per attivarli. Inoltre tramite il “Sunny Portal” sarà possibile controllare il proprio impianto fotovoltaico via internet!

Sunny Home Manager ha accesso alle previsioni meteo e tramite queste ti consiglia qual’è il momento migliore per sfruttare il tuo impianto fotovoltaico. Come se non bastasse Sunny Home Manager ha anche delle caratteristiche studiate per il monitoraggio del vostro fotovoltaico, si può sapere infatti in tempo reale se si dovessere verificare guasti o anomalie. Tramite alcuni brevi comandi è possibile sapere la potenza erogata in qualsiasi momento, il rendimento e anche l’energia giornaliera prodotta. Tutto comodamente sul vostro monitor!

Ultimamente stanno nascende idee per avere case sempre più domotiche e, dato che la semplicità mischiata con l’efficienza sono proprio quello che serve all’interno delle case di tutti, Sunny Home Manager sembra proprio essere una delle idee più rivoluzionarie degli ultimi tempi.



Luca.
(immagini prese da www.sma.de)

Il primo proiettore laser 3LCD al mondo

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Sony ha presentato VPL-FHZ55, il primo proiettore al mondo con luce laser a offrire prestazioni rivoluzionarie.

Immagini ampie e ben definite sarà ciò che vedrà il pubblico e non pixel grazie alla tecnologia di immagine 3LCD e un Colour Light Output di 4.000 lumen a una risoluzione 16:10 (1920 x 1200) WUXGA che permette di apprezzare anche i dettagli più piccoli nelle presentazioni da PC, video.

VPL-FHZ55 utilizza laser blu come sorgente luminosa che stimola un materiale fosforico che, a sua volta, produce luce bianca.

Il pregio della luce laser è la possibilità di avere la funzionalità di accensione/spegnimento istantanea e di usufruire della massima flessibilità di installazione grazie alle funzioni Edge-Blend e correzione geometrica.

Inoltre la fonte di luce supporta la tecnologia BrightEra™ 3LCD di Sony che genera colori RGB sempre vividi mediante un processo di divisione dei colori.
Basterà poco per notare che l’altissima qualità dell’immagine e la luminosità di 4000 lumen, oltre all’eccezionale contrasto e la stabilità costante dei colori.

Oltre a migliorare la qualità dell’immagine Sony ha lavorato anche sulla qualità hardware del prodotto tanto è vero che ha una durata operativa quasi priva di manutenzione di circa 20.000 ore per sorgente di luce, dispositivo di proiezione e filtro quindi con prestazioni di gran lunga superiore a quella della lampada UHP dei proiettori tradizionali.

VPL-FHZ55 pensa anche al risparmio energetico basta premere il tasto ECO MODE, sul proiettore o sul telecomando, per accedere a una vasta gamma di impostazioni di risparmio energetico.
Inoltre il proiettore, privo di mercurio, offre funzionalità che permettono di abbassare i consumi, tra cui:

  • oscuramento automatico della luce in assenza di segnale di ingresso o dopo un tempo preimpostato dall’utente
  • luminosità automatica  a seconda dei contenuti delle immagini
  • disattivazione dell’immagine istantaneamente con la pressione di un tasto riducendo i consumi del 95%.

Il Laser Light Source Projector sarà disponibile a partire dall’estate 2013, quindi se avete intenzione di costruire una sala proiezioni  vi consiglio di aspettare ancora un po’.

Giuseppe Giacalone

Immagine presa da http://www.sony.it/ 

Viaggio nel mondo delle lampadine: quali usare e perchè!

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LampadinaSi ringrazia l’utente Maurizio Montanaro di Flickr per l’immagine

Il mondo delle lampadine è un mondo particolarmente attivo e sempre fresco di novità. Non tanto tempo fa ad esempio vi avevo parlato del sistema di illuminazione Hue della Philips.

Oggi invece voglio fare un discorso più ampio, che aiuti a schiarirvi le idee. In una casa capita spesso che sia necessario comprare una nuova lampadina e al momento dell’acquisto non si sa bene cosa fare: temperatura di colore, lumen, watt, cfl, led e termini simili riescono sempre a generare una discreta confusione nelle nostre teste.

La maggior parte delle informazioni che sto per darvi provengono da mie esperienze dirette. Mi sono sempre interessato al mondo dell’elettronica e a ciò che gli gira intorno, percui ho raccolto diverse informazioni a scuola o direttamente in negozi di elettronica, chiedendo di volta in volta.

Fatte le dovute premesse, partiamo quindi dalle basi. La lampadina classica, quella che se la toccate dopo un’oretta che è accesa rischiate di bruciarvi un po’ le dita, è la lampadina a incandescenza. Se siete interessati a informazioni specifiche, Wikipedia viene sempre in aiuto, noi passiamo oltre.

Questa lampadina infatti è completamente fuori commercio dal 1° settembre 2012. Perchè?

Semplicemente perchè consuma e inquina molto di più di tutte le altre lampadine che sono ormai acquistabili facilmente. Si stima che riescano a trasformare in luce solo il 5-10% dell’elettricità consumata e hanno, anzi, avevano una durata media di vita di un anno. Cosa ci è rimasto quindi? Principalmente le alogene a risparmio energetico, le lampadine a presa scarica o CFL, più comunemente chiamate fluorescenti e le lampadine a led.

Queste lampadine consumano di meno e hanno un impatto ambientale minore. Sono entrambi quindi due buoni motivi per informarci di più.

alogenaImmagine presa da Wikimedia

Partiamo dalle alogene a risparmio energetico. Sembrano lampadine ad incandescenza ma non lo sono e sono la cosa in commercio più simile ad esse. Riescono però a trasformare in luce quasi il 15% dell’elettricità e hanno una durata di vita doppia rispetto a quelle a incandescenza.

Queste lampadine sono di classe c (non temete, in fondo spiego il significato di ogni termine specifico che utilizzo, tra cui questo) e sono anch’esse destinate a morire. Il loro commercio finirà infatti a partire dal 1° settembre 2016.

lampadina a presa scaricaImmagine presa da Wikimedia

Le lampadine a presa scarica sono le cosidette lampadine a basso consumo e riconoscibili per la loro forma tubolare. Ne esistono tantissime versioni differenti, che variano per la forma o per il gas contenuto al loro interno, che  fa variare il colore e il tipo di luce prodotto.

Costano di più rispetto alle lampadine tradizionali, anche 4 volte tanto, ma consumano molto meno, convertono infatti in luce il 25% dell’energia, e possono durare fino a 8-10 anni. Il che vuol dire che a fronte di un investimento iniziale maggiore ci sarà poi un grosso risparmio.

Uno dei problemi di queste lampadine è il fatto che non possono essere smaltite con il comune vetro in quanto contengono all’interno una minuscola quantità di mercurio. Ad ogni modo è sufficiente riportarle presso un punto vendita. Infine la luce prodotta è più fredda rispetto a quella delle lampadine ad incandescenza, e talvolta presentano un noioso sfarfallio. Questo in realtà era un problema serio qualche anno fa, ormai sono migliorate a tal punto che non c’è quasi più differenza

LEDImmagine presa da Wikimedia

Le lampadine a LED invece sono probabilmente il futuro prossimo. Costano parecchio di più rispetto alle altre, ma la loro resa energetica e la durata della loro vita non hanno paragoni. Convertono in luce anche il 50% dell’elettricità consumata e hanno una vita minima di 15 -20 anni. Non presentano mercurio però non possono essere comunque smaltite con i rifiuti normali.

Inoltre, se le CFL hanno ormai raggiungo il loro massimo sviluppo, le lampadine a LED sono ancora in piena fase di sviluppo, tanto che entro il 2017 è previsto che riducano il loro impatto ambientale del 50% rispetto a quello attuale.

Faccio inoltre un piccolo accenno alla tecnologia OLED che sta iniziando a prendere forma. Al momento le lampadine di questo tipo non convengono ancora, in quanto il loro costo è abbastanza proibitivo, ma riescono a convertire in luce fino al 70% di elettricità. Sono quindi uno dei possibili scenari futuri in questo campo. Per maggiori informazioni vi rimando ancora una volta a Wikipedia.

Dopo questa carrellata di lampadine, veniamo a qualche termine specifico che ho citato sopra e ad altri che invece incontrerete facilmente sulle confezioni delle lampadine!

La quantità di luce prodotta è descritta in lumen (lm). Più la lampadina è efficiente, più lumen produce a parità di watt consumati. Sulle confezioni si trova sempre la quantità totale di lumen prodotti e quanti watt sono consumati in un’ora. Se aveste dei dubbi è sufficiente fare due semplici calcoli!

La classe di consumo energetico è una scala di valori normata dall’Unione Europea che parte da G e arriva fino ad A+++. Più sono vicine ad A+++, maggiore è la loro resa a parità di elettricità. La classe è determinata dall’efficienza energetica, calcolata come il rapporto tra l’output luminoso (la quantità di luce emessa, o lumen) e la potenza (watt). Sebbene con valori diversi, la scala è valida per quasi ogni tipo di elettrodomestico.

La temperatura di colore invece è invece quel valore seguito da K (kelvin) e serve a quantificare la tonalità della luce. Una temperatura bassa si avvicina all’arancione, mentre una temperatura più alta tende all’azzurro. Tendenzialmente quindi si parla di luci fredde quando hanno un’alta temperatura di colore, e calde quando invece è bassa.

Temperatura di coloreImmagine presa da Wikimedia

Un errore che sento spesso e che mi preme smentire è associare il consumo della lampadina alla sua temperatura di colore. Non sono assolutamente collegati.

Infine, troverete facilmente una sigla del tipo E14, E27 o simili. Esse non rappresentano altro che il tipo di attacco richiesto. Al riguardo vi consiglio di informarvi sempre, guardando magari che tipo di attacco aveva la lampadina fulminata, così da non comprare una lampadina che poi non potrete utilizzare. Di solito si trova scritto alla base (dubito che abbiate conservato la confezione), in alternativa è sufficiente portare la lampadina con sé e chiedere al negozio.

Per adesso è tutto, se aveste ancora altri dubbi scrivete un commento e sarò felice di aiutarvi!

Alessandro

WiSee, un rivoluzionario modo di controllare la vostra casa

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In un precedente articolo vi avevo parlato di come controllare la vostra casa da uno smartphone (vedere qui); ricercatori presso  l’università di Washington stanno lavorando su WiSee, un dispositivo che pur non utilizzando smartphone o altri hardware è  in grado di interpretare i gesti del corpo umano, sfruttando i segnali wireless,  e utilizzarli per la domotica.

Il concetto di funzionamento è simile a quello di Xbox Kinectche utilizza le telecamere per riconoscere i gesti, ma WiSee ha altri grandi vantaggi:

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  • è gestito senza l’utilizzo di supporti hardware
  • non richiedere un sistema di telecamere
  • non necessita che l’utente sia in prossimità del sistema in quanto lavora con segnali wireless che possono viaggiare attraverso i muri e non sono vincolati da line-of-sight
  • può essere adattato ad un comune router Wi-Fi
  • utilizzare i dispositivi Wi-Fi ad esempio, smartphone o computer, come sorgente di segnale.

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Come abbiamo detto WiSee sfrutta i segnali wireless ma ciò non basta, infatti quando ad esempio un utente muove il braccio avvengono variazioni di frequenza molto piccole, dell’ordine di alcuni hertz, che confrontati con i segnali wireless (a banda larga) sono quasi impercettibili. Per ovviare a questo problema i ricercatori UW hanno sviluppato degli algoritmi che trasformano questo segnale in un numero di picchi molto stretti di 2 Hz in modo da renderli percettibili a WiSee.

Qualora un utente vorrà utilizzare tale tecnologia dovrà prima compiere una sequenza di gesti per ottenere l’accesso al ricevitore, idea simile ad una password in quanto ciò renderebbe il sistema sicuro.

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Inoltre WiSee, attraverso la tecnologia MIMO, permette a più utenti di interagire con lo strumento sintonizzando ciascuna antenna ad un utente specifico che sarà libero di muoversi senza confondere il ricevitore.

Una volta agganciato allo strumento, l’utente sarà libero di interagire con tutti gli apparecchi collegati a WiSee che, ovviamente, non prenderà in esame i gesti e movimenti naturali in modo da evitare comandi accidentali.

WiSee è ancora in fase di sperimentazione pur essendo a buon punto come dimostra questo video:

come visto non ci vorrà ancora molto per poter avere tale tecnologia nelle nostre case!

Giuseppe Giacalone

Immagini tratte dal video U di Washington